Vini

[frame linking=”default” align=”left” type=”classic-brown”][/frame]In un’armonica fusione tra sacro e profano, nella pace dello spettacolare Monastero, una preziosa cantina accoglie una produzione limitatissima e particolarmente curata, che sembra risentire del secolare fascino del luogo, pieno di preghiera e silenzio. Tutto fa da cornice all’opera dei padri benedettini che rilanciano la loro antica e sapiente tradizione, quella che ha salvato la vigna dopo la caduta dell’Impero Romano. Padre Riccardo Guariglia infatti, coadiuvato da Francesco Carullo nell’attenta selezione dei migliori ristoranti ed enoteche, segue con estrema cura il lungo lavoro dai vigneti alla bottiglia. Da circa due anni ha dedicato tempo ed energia ad un progetto enologico che ha dato splendidi risultati. In una delle aree d’Italia storicamente vocate alla produzione di grandi vini, hanno imbottigliato tre classici della tradizione campana ed in particolare dell’Irpinia: un Fiano di Avellino, un Greco di Tufo ed un Aglianico. Nel rispetto della secolare tradizione della vinificazione, i Padri Benedettini hanno realizzato all’interno del Monastero una moderna cantina. Dal lavoro nelle vigne alla bottiglia, questi vini di nicchia sono amorevolmente seguiti da Riccardo Cotarella, uno dei più apprezzati e stimati wine maker italiani, che, affascinato dallo spirito dell’iniziativa, ha regalato la sua arte ai Padri.

Irpinia Aglianico DOC – Denominazione di origine controllata

[frame linking=”new_window” align=”left” type=”classic-brown”][/frame]L’uva e il vigneto
L’aglianico è un vitigno con lunga tradizione su queste colline dove ha dimostrato un notevole adattamento a tutte le particolari caratteristiche pedoclimatiche. Le uve raggiungono qui uno straordinario livello di maturazione, esprimendosi poi in vini di altissima eleganza perfettamente bilanciati e di notevole gradevolezza.
La vinificazione
Questo aglianico nasce da un piccolo appezzamento a bassa produttività, dove più rigorosa è stata la selezione. Sin dalla vendemmia gli acini, dotati di intenso colore e ricca concentrazione, sono posti a fermentare in vasche inox a temperatura controllata, con una lunga macerazione sulle bucce al fine di ottenere un sontuoso ma equilibrato corredo polifenolico. Il vino ottenuto è poi lungamente elevato in barriques di rovere francese dove viene fatta svolgere fermentazione malolattica.
Il vino
Il suo colore esprime un magnifico rubino profondo. Profumi a larghissimo spettro aromatico in cui si fondano le deliziose note di vaniglia, piccoli frutti rossi, strati di confettura e prime complessità di spezie dolci. Al palato appare di completa aristocratica rotondità e morbidezza, assai elegante nei sapori, di particolare godibilità e persistenza gustativa. E’ vino da bere in ampi ballon a 18 gradi di temperatura, abbinato a piatti di carne della grande cucina.

Greco di Tufo – Denominazione di origine controllata e garantita

[frame linking=”new_window” align=”left” type=”classic-brown”][/frame]L’uva e il vigneto
Il greco è un vitigno del territorio con una notevole personalità. Un attento lavoro sulla vigna ci ha portato ad avere delle uve con un alto contenuto zuccherino, ed in splendido equilibrio con le loro componenti acide. Uve quanto mai sostanziose e ricche di estratto, nate in questo particolare territorio che dimostra ancora una volta la sua vocazione storica ed ideale alla coltivazione della vite, visto che nel corso dei secoli ha saputo esprimersi in vitigni originalissimi..

La vinificazione
Questo greco viene lasciato criomacerare sulle bucce per ottenere una più pronunciata espressione in aromi nobili e personalità e viene poi fermentato a bassa temperatura per mantenere la fragranza e l’eleganza.
Il vino
Il vino presenta un colore paglierino luminoso con evidenti riflessi verdolini. I profumi appaiono di smagliante eleganza, ricchi nel ventaglio aromatico, con note fresche che si evolvono verso appetitose note di piccoli fiori. Assai pieno poi al palato, piacevolissimo nei sapori, con l’inimitabile saporosità, il corpo sostanzioso dei migliori antichi bianchi dell’Italia centrale. E’ da bere a 10 gradi di temperatura, abbinato a saporiti piatti di pesce. Ma la sua struttura lo lascia accostare anche ad antipasti di carne e a delicate composizioni di carni bianche.

Fiano di Avellino DOCG – Denominazione di origine controllata e garantita

[frame linking=”new_window” align=”left” type=”classic-brown”][/frame]L’uva e il vigneto
Il vigneto del fiano ha una magnifica esposizione a sud-ovest la cui particolare vocazione vinicola era lungamente conosciuta nell’ambito locale. La potatura secca avviene nei mesi di dicembre-gennaio, fondamentale il diradamento dei grappoli nel mese di luglio mediante il quale si abbatte drasticamente la produzione al fine di lasciare sulla pianta un carico non superiore ai 2 kg di uva.
La vendemmi avviene generalmente tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, quando le uve raggiungono il miglio equilibrio tra contenuto zuccherino ed acidità. Le caratteristiche microclimatiche del vigneto danno buona costanza di risultati.
La vinificazione
Il solo mosto di sgrondo, pari a 60% del totale, viene lasciato fermentare in vasca inox a temperatura di 15-18° con pied de cuve di lieviti indigeni. Dopo le operazioni di travaso e chiarifica il vino viene conservato in vasca inox fino a febbraio, quando viene imbottigliato e posto in affinamento.
Il vino
I caratteri aromatici di questo vino, di particolare equilibrio ed eleganza evidenziano all’assaggio un progressivo aumento dell’espressione dei profumi e della loro armonia. Il nerbo e la struttura fanno si che il vino cominci ad esprimersi a partire dall’estate successiva alla vendemmia e mantenga il suo più alto livello di piacevolezza per altri 18-24 mesi. Ben si abbina ad antipasti di pesce e crostacei.